Serrato lo scontro fra la dirigenza dell'operatore nazionale e le rappresentanze sindacali, l'irrigidimento delle posizioni porta alla conferma dello sciopero generale da parte dei lavoratori del gruppo.
Era ampiamente prevedibile sin dal primo momento, i lavoratori dell'ex-monopolisti non sono disposti ad accettare che il risanamento dell'azienda passi attraverso una massiccia ed indiscriminata campagna di "sfoltimento" del personale.
Dopo l’alta adesione alle manifestazioni del passato 30 novembre, quando, secondo le stime sindacali, si sarebbero astenuti dal lavoro oltre l’80% dei dipendenti della compagnia arancione, s’inaugura una nuova stagione di proteste.
Mentre il paese si interroga sul rinnovo del contratto di una categoria storica quale quella dei metalmeccanici, continuano a far la voce grossa i sindacati del settore delle TLC, soprattutto contro l’ex-monopolista.