Dimissioni da parte del presidente del noto produttore coreano a seguito delle gravi accuse ricevute in patria.
Dopo quattro mesi dall'inizio dell'inchiesta il Lee Kun Hee si è visto costretto a rassegnare le proprie dimissioni all'azienda asiatica dopo oltre vent'anni di presidenza.
Le accuse, che coinvolgono anche il figlio dell'oramai ex Presidente, sono molto serie e riguardano casi di evasione fiscale e violazione di importanti normative societarie.
Quello che rappresenta il più grande gruppo del paese, dunque, si ritrova privato del proprio vertice e non è improbabile che a breve anche il vice presidente, Lee Hak Soo, rimetta volontariamente il proprio incarico.
Dalla società arriva la notizia che a causa dello stravolgimento l0azienda potrebbe mutare la propria struttura in una holding.
Secondo le ricostruzioni dell'agenzia di stampa statunitense Bloomberg, Mr. Lee sarebbe stato messo sotto accusa la scorsa settimana per una maxi evasione pari a 112,8 miliardi di won pari a circa 113 milioni di dollari.
Ma i guai per l'ex Presidente non sarebbero finiti qui, la stessa scalata del figlio alla compagnia, infatti, oltre a causare ingenti perdite alla società sarebbe anche avvenuta in violazioni di determinate norme che regolano il mercato coreano dei capitali.
L'inchiesta, che aveva preso le mosse dalle dichiarazioni di uno ex legale dell'azienda, rischia di trascinare nel fango anche la reputazione di Samsung, non a caso, infatti, Mr. Lee in una dichiarazione rilasciata alla televisione nazionale si è assunto tutte le responsabilità del caso, legali e morali.
Chissà, a questo punto, se l'assunzione di responsabilità personale dell'ex Presidente basterà a salvare il colosso tecnologico? Nel frattempo i mercati sospendono il proprio giudizio in attesa di ulteriori novità.
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