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Google View, è legale in Italia?

Pubblicato su www.Portel.it (http://www.portel.it) il 18 Giu 2007 - 09:18
google street view tanga
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Dopo il recente annuncio del nuovo servizio diabolico di Google Mappe, anche ripreso dal Blog italiano ufficiale (http://googleitalia.blogspot.com/2007/05/street-view-lultima-novit-di-google.html [1]), ci troviamo ancora una volta a parlare di privacy.

Il nuovo servizio Street View, consente di georeferenziare sulle mappe di Google la visione a 360 gradi delle strade, con la stessa visuale di una persona che cammina. Il servizio è impressionante, anche se la copertura per adesso è estesa a sole quattro città americane.

Le foto sono realizzate da Google con un sistema chiamato “GeoImmersive Imagery Data” sviluppato e licenziato da Immersive Media (www.immersivemedia.com [2]).
 Il sistema, in grado di fornire informazioni e punti Gps delle foto scattate, utilizza una telecamera con ben 11 obiettivi che spara immagini a raffica (nella foto), montate su  macchine o furgoncini (nella foto) che ricoprono con foto panoramiche le strade percorse e le inviano al database di Google Mappe.
google street view

Ebbene, quale è il problema? Il problema è che dovrebbe essere un servizio legale negli Usa, ove sembra sia assolutamente lecito scattare qualsiasi foto sul suolo pubblico.

Per fare un esempio a cui si ispira il titolo di questo articolo, godetevi questa foto presa a San Francisco:

google street view tanga

(immagine tratta [3]dal servizio di Google street-view)

Ma gli esempi sono tanti, c'è un uomo perfettamente riconoscibile che entra in un sexyshop, un altro che scavalca un recinto e così via (http://blog.outer-court.com/archive/2007-06-03-n48.html [4]).

Viene da chiedersi, allora, in Italia un servizio del genere è legale? Quale è il limite che il nostro Garante della Privacy potrebbe porre al servizio, una volta che Google deciderà di esportarlo anche negli altri Paesi?

Una prima risposta, tratta dal Blog ufficiale italiano di Google, e ricordiamo, uno dei pochi blog esistenti di tipo aziendale aperto ai commenti degli utenti, Alessio di Google Italia, risponde ad un blogger:

"Ciao Filippo, le immagini che puoi vedere in Street View sono state scattate su suolo pubblico e non sono diverse da quelle che qualunque individuo dotato di macchina fotografica potrebbe fare trovandosi da quelle parti. Immagini di questo tipo sono reperibili ovunque, sia in rete che non.
Ad ogni modo la privacy è un tema cui teniamo molto e per questa ragioni diamo la possibilità a tutti gli utenti che ritengono una certa immagine inappropriata, offensiva, particolarmente delicata o lesiva della propria privacy di segnalarcela facendo clic su “Street View Help”, “Report Inappropriate Image” così che la si possa analizzare ed eventualmente rimuovere
."

Se la prima parte della risposta di Alessio è ineccepibile, la seconda si presta a un'attenta considerazione. Alessio consiglia una “moderazione ex post”, basata esclusivamente sulla segnalazione degli utenti, e ci sembra un consiglio un po’ debole.

La censura ex post è assolutamente inutile. Intanto perché il danno è già stato fatto e, in secondo luogo, perché, si legge in giro non sembra funzioni così dinamicamente. Inoltre, c'è una differenza, rispetto per esempio ai video di YouTube: i contenuti sono caricati da Google, che ne dovrebbe essere responsabile in prima persona, e non dagli utenti.

I milioni (MILIONI) di video giornalieri di YouTube vengono caricati dagli utenti, che ne sono responsabili, ma Google è in grado di gestirli tecnicamente in modo eventualmente da oscurarli. Anche prima della pubblicazione, o comunque pochi istanti dopo.

Così, ci si chiede, se per i milioni di video caricati su YouTube esiste la possibilità di un controllo che funziona, anche se ex post e su una quantità minima, è mai possibile che non si possa filtrare meglio e da subito le immagini di Google View? È evidente che nel primo caso non si parla di protezione della privacy, visto che sono gli utenti stessi a uplodare i video, ma il concetto tecnico è esattamente lo stesso: la volontà di filtrare o meno i contenuti.

La risposta, ancora una volta, ha una motivazione semplice e si chiama pageviews e brand awarness. Più se ne parla e più la popolarità di Google crescerà, limpido. Non importa se a farne le spese sono innocui cittadini che vorrebbero continuare a farsi gli affari propri senza trovarsi improvvisamente su Google.

Giusto per capire meglio di cosa stiamo parlando, vi segnaliamo anche questo link:

http://www.laudontech.com/StreetView/streetview.html [5]

Portel ha chiesto all’Avv. Valentina Frediani di commentare il servizio, e in particolare gli aspetti legali, soprattutto per quanto riguarda la normativa esistente nel nostro Paese.

Portel: Google non dovrebbe secondo Lei Avvocato, censurare questi contenuti digitali, prima di farli apparire in rete, visto che sono caricati direttamente dalla azienda?


Commento:
Avvocato:
"Nel nostro Paese questo sistema incontrerebbe una serie non marginale di limitazioni giuridiche. Si può cominciare dall'ormai famigerata legge sulla privacy, per arrivare a condotte di  abuso del diritto di immagine ed  interferenza nella vita privata con conseguenze di tipo sia civilistico che penalistico. A livello di privacy sono note le indicazioni del Garante che richiede una limitazione dell'utilizzo delle videocamere sia a livello di ambienti di ripresa (no a web cam su spiagge, no a telecamere che profilino il cittadino nei suoi sposatameti) sia a livello di accesso delle immagini, dovendo il soggetto titolare della ripresa consentire la visualizzazione solo a soggetti incaricati antecedentemente e sottoposti ad obblighi di riservatezza di vario genere. Insomma, anche se la tecnologia ci offre delle risorse inimmaginabili, alcune forme possono seriamente condizionare e limitare la riservatezza, senza confini di luogo e di tempo. Queste valutazione sono state già a suo tempo fatte proprio in materia di privacy e ciò che ne è uscito è il Codice privacy che limita notevolmente l'utilizzo di forme di ripresa. In conclusione possiamo tranquillamente dire che la normativa italiana appare allo stato incompatibile con il sistema proposto."
Avv. Valentina Frediani
www.consulentelegaleinformatico.it [6]
www.consulentelegaleprivacy.it [7]

articolo a cura di Christian Grassi @Portel.it


URL e copyright:
http://www.portel.it/articoli/dalla-rete/06-2007/google-view-e-legale-in-italia.html