In Giappone Vodafone Live apre a tutti

Inserito da: Redazione, Mer, 10/12/2003 - 23:00
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Vodafone K.K., l'operatore giapponese del gruppo Vodafone, conosciuto anche come J-Phone, ha annunciato martedì scorso che aprirà la sua piattaforma di fatturazione a tutti i fornitori di contenuti e servizi che vorranno offrire applicazioni V-appli a pagamento.

Oggi a disporre di questa piattaforma di billing, che permette di addebitare il costo dei servizi direttamente sul traffico telefonico, sono solo i content provider presenti all'interno del portale di Vodafone Live, in Giappone come in Italia, o negli altri paesi in cui Vodafone fornisce i propri servizi voce e dati.
Già da giugno del 2003, tuttavia, J-Phone ha messo a disposizione un'opzione alternativa che permette ai siti "non ufficiali" di fatturare piccoli importi, senza doversi appoggiare alla carta di credito, che poco si addice a questo tipo di transazioni. Grazie a questo metodo di pagamento, introdotto a giugno, i provider possono addebitare i singoli contenuti, oppure richiedere una sorta di canone mensile per la fruizione continuata degli stessi, proprio come avviene all'interno della piattaforma Vodafone Live.

Dalla fine di gennaio del 2004 tutto questo sarà ancora più semplice, poiché Vodafone estenderà il servizio anche a chi vorrà fornire i contenuti V-appli, nome con cui Vodafone KK chiama l'universo di applicazioni Java disponibili per i suoi clienti in possesso di un cellulare che le supporti. Di fatto l'universo Vodafone Live! giapponese, piattaforma di fatturazione compresa, sarà esteso a tutti i content provider e a tutti i tipi di contenuto.  
Ovviamente, spiega a Portel un portavoce di Vodafone K.K., "i siti dovranno effettuare degli accorgimenti tecnici per interagire con la piattaforma Vodafone e rispettare alcuni standard", non solo tecnici ma anche di qualità.

Vodafone K.K. sta vagliando le richieste dei fornitori interessati, ai quali sarà dedicato un apposito V-appli download server su cui registrare le nuove applicazioni, già da oggi.

L'apertura della piattaforma di billing Vodafone, per ora solo nella terra del Sol Levante, potrebbe rappresentare un test in vista di iniziative analoghe da parte degli operatori europei del gruppo. Una persona interna a Vodafone Italia ha dichiarato, a tal riguardo, che non si tratta di un'ipotesi da scartare, anche se "per ora è ancora presto".

La seconda ipotesi è che Vodafone stia studiando contromisure specifiche per il Giappone, al fine di fronteggiare il successo dell'i-mode, utilizzato da quaranta milioni di utenti NTT DoCoMo in patria.
Da gennaio del 2004 infatti Vodafone potrà contare su quell'effetto a catena che ha fatto la fortuna di DoCoMo e della sua tecnologia. Vodafone offre in più, però, la possibilità di appoggiarsi alla sua piattaforma di billing, cosa che per quanto concerne DoCoMo è riservata ai soli siti ufficiali del portale i-mode. Un vantaggio per il gestore del gruppo britannico, che d'altra parte avrà comunque vita molto dura nel cercare di ridurre il gap con il primo gestore giapponese: circa 4.000 siti presenti nell'i-mode Menu e ben 70.000 siti indipendenti sono i numeri del suo incredibile successo.

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