Studio: UMTS di prima e seconda generazione

Inserito da: Redazione, Dom, 12/09/2004 - 23:00
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La società di ricerche Portelligent (www.portelligent.com) ha realizzato uno studio sui terminali UMTS di terza generazione, nel quale si mette in risalto che i produttori, nell'ultimo anno, sono riusciti a ridurre sensibilmente la complessità e i costi di produzione dei cellulari 3G. Nel 2003, la prima generazione di terminali 3G erano molto complessi e richiedevano alti costi di produzione. Vale la pena di ricordare che i cellulari UMTS devono supportare anche il GSM e il protocollo veloce W-CDMA. Inoltre, presentavano problemi rilevanti per quanto riguardava le dimensioni e la durata delle batterie.

Lo studio di Portelligent è stato realizzato prendendo in considerazione 11 terminali UMTS, fra quelli introdotti in Europa negli ultimi 18 mesi. I prodotti che sono stati lanciati a partire dall'inizio di quest'anno hanno il 25% in meno di componenti elettronici. Inoltre, negli ultimi cellulari il numero di componenti integrati si è ridotto della metà, come conseguenza del fatto che i produttori sono riusciti a produrre chipset più maturi. Questo ha consentito di progettare terminali dotati di un livello più alto d'integrazione, meno complessi e quindi più affidabili.

Questo passaggio dalla prima alla seconda generazione di terminali UMTS, ha prodotto dispositivi che sono ormai più competitivi rispetto a quelli basati sulle tecnologie CDMA2000 e FOMA (Freedom of Multimedia Access). Infatti, come si può facilmente dedurre dalla tabella, i terminali UMTS di seconda generazione hanno, in media, 40 componenti integrati, contro 78 della prima generazione, 53 di FOMA e 41 di CDMA2000. La riduzione dei componenti elettronici è drastica: 760 nei cellulari UMTS di seconda generazione, contro 1060 dei precedenti, 748 di FOMA e 715 di CDMA2000. In definitiva, i terminali 3G sono ormai maturi per soddisfare le esigenze degli utenti.
RA

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