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Anche Adiconsum si unisce al coro di accuse contro Tim e Vodafone per la programmata soppressione d'ufficio di alcune convenienti tariffe.
Secondo l'Associazione, infatti, le tariffe dei due operatori aumenterebbero dal 15 al 30% secondo le varie opzioni previste.
Adiconsum, dunque, non ci sta e ci va giù dura contro le compagnie sottolineando in maniera sprezzante come, in particolare "Gli aumenti sullo scatto alla risposta rappresentino un premio alle cadute di linea", in tal modo generando anche un odioso sospetto tra gli utenti rispetto alle politiche commerciali attuate dai propri gestori.
"Adiconsum — ha, quindi, sostenuto il presidente Paolo Landi — in una lettera all’Antitrust e all’Autorità per le comunicazioni ha chiesto la sospensione degli aumenti annunciati da Tim e Vodafone, affinché i gestori forniscano maggiori informazioni agli utenti.
Non solo. Ad avviso di Adiconsum sia la rilevanza degli aumenti richiesti, oltre 5 volte il tasso di inflazione sia la concomitanza della richiesta di aumento, lascia supporre l’esistenza di un accordo di cartello".
A fronte delle denunce di Landi viene, dunque, da chiedersi come sia ipotizzabile un accordo anticoncorrenziale tra i due player.
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In effetti, stando a quanto asserito da quelli dell'Assocazione è sintomatico come "mentre Tim chieda un aumento delle tariffe pari a 5 cent/min sul servizio, Vodafone non faccia altro che distribuire l’aumento in parte sullo scatto alla risposta ed in parte sul servizio (durata della comunicazione)".