Inserito da: Redazione, Lun, 15/04/2002 - 23:00
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informazione promozionale
Sta volgendo al termine in queste ore la seconda e conclusiva giornata dell'
European Telecoms Forum 2002, manifestazione promossa dal gruppo IDC e giunta quest'anno alla sua quarta edizione.
Nella sala congressi dell'Hotel Melia Roma Aurelia Antica si è cercato in questi due giorni di dare un volto alle Telecomunicazioni del futuro, e di comprendere come dovranno muoversi le aziende del settore (operatori, providers, produttori) per farsi trovare preparate ai cambiamenti del mercato tlc in corso.
A termine della giornata di ieri è intervenuto il Professor
Nicholas Negroponte, fondatore e direttore del Media Lab presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT).
"L'utente ha fame di banda", ha spiegato Negroponte. "Un desiderio che cresce in maniera esponenziale giorno dopo giorno", e il cambiamento introdotto dalle 3G in termini di banda e di velocità di risposta sarà troppo piccolo ("
too little, too soon") per soddisfare questa "necessità".
Siamo quindi in presenza di due forze che spingono verso direzioni opposte: fame dell'utente (e non basteranno le 3G a saziarlo), da una parte; necessità degli operatori di avere un ritorno dagli investimenti per aggiudicarsi le licenze UMTS, dall'altra. Ad osservare dall'alto questa "
3G tension" - ha proseguito Negroponte - si pone la tecnologia
802.11, "fenomeno più grande di quanto noi stessi addetti al settore possiamo immaginare, in grado di
cambiare il mondo delle Telecomunicazioni".
In un futuro non troppo lontano il Mobile Internet potrebbe essere permesso da un network fatto dalla gente, in cui ogni singola persona fungerebbe da piccolo ISP. Questo modello "economico e potente" è il cuore della "
viral telecommunication".
Negroponte ha anche precisato a termine del suo intervento che nessuno può prevedere se l'Umts avrà successo oppure no. Molto dipende da quanto sapranno dimostrarsi forti (o, per meglio dire, "testardi") gli operatori all'interno della "3G tension". D'altra parte anche le leggi sull'utilizzo degli spettri di banda non concesse in licenza (che sarebbero sfruttate da questo nuovo modello di network) variano da paese a paese all'interno della stessa Unione Europea, mostrando in alcuni casi contraddizioni e arretratezza.
Sono tutti fattori questi che potrebbero rallentare, ma non ostacolare, il fenomeno 802.11, unico candidato ad essere "il terzo grande evento nella storia delle telecomunicazioni, dopo il passaggio da analogico a digitale e dopo il passaggio da wired a wireless".
Gli operatori sono avvisati...
/R1