Wi-Max, le prime licenze entro il giugno 2007

Inserito da: Redazione, Gio, 28/12/2006 - 13:58
Ministero delle Comunicazioni

Dopo l’ok da parte dei ministeri si dà finalmente inizio alla liberalizzazione delle frequenze.

A seguito del tavolo interministeriale che, come precedentemente segnalato da Portel (http://www.portel.it/news/news2.asp?news_id=14060), aveva dato inizio alle consultazioni tra le alte cariche istituzionali al fine di dettare tempi e modi delle liberalizzazioni delle frequenze per Wi-Max (Worldwide Interoperability for Microwave Access), i ministri della Difesa, arturo Parisi, e delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, hanno finalmente trovato l’intesa per l’introduzione in Italia di questa rivoluzionaria tecnologia di telecomunicazioni wireless.

L’accordo interministeriale prevede un percorso in varie fasi la cui prima tappa prenderà il via entro il giugno del 2007, quando cioè verranno resi disponibili più lotti di frequenze (nella banda Wi-Max 3.4÷3.6 GHz) per iniziali complessivi 35+35 MHz, ripartibili anche su più macroaree nazionali.

L’obiettivo del progetto è quello di triplicare la prima assegnazione di frequenze per il Wi-Max nell’arco dei cinque anni successivi (2007-2012) secondo un dettagliato calendario operativo che verrà approntato e diffuso entro febbraio del prossimo anno (2007, n.d.r.), ma che dovrebbe in ogni caso garantire la più rapida diffusione della banda larga sul territorio, in particolar modo in quelle aree dove sia più complessa la realizzazione di nuove infrastrutture.

Le tappe e le modalità della diffusione della nuova tecnologia terranno anche in conto gli esiti della consultazione pubblica avviata dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che fino al 6 febbraio 2007 accoglierà rilievi e proposte da parte di utenti, associazioni ed operatori del settore.

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L’intesa raggiunta, prevede anche l’espletamento dei servizi di cui è responsabile il Ministero della Difesa con particolare riguardo alle problematiche della sicurezza nazionale e degli assetti di telecomunicazioni interforze ed interpolizia. Il Ministero della Difesa provvederà, infatti, contestualmente a riallocare i propri sistemi radar fissi e mobili e gli assetti di telecomunicazione. Una parte dei costi di tali investimenti, secondo quando comunicato dai due dicasteri, potranno eventualmente anche essere recuperati dal futuro mercato Wi-Max.

Le implicazioni favorevoli dell’avvento di questa nuova maxi banda larga wireless sarebbero davvero considerevoli. La possibilità, infatti, di utilizzare le frequenze radio per la trasmissione di dati ad alta velocità permetterà un sensibile abbassamento dei costi ed una maggiore diffusione territoriale, il tutto in favore della riduzione di quel divario digitale che continua ad ancorare l’Italia agli ultimi posti delle classifiche globali per il numero di connessioni veloci.

A tal proposito è estremamente esemplificativo l’ultimo rapporto diffuso dall’OSCE, OECD Broadband Statistics, i cui dati, aggiornati al giugno 2006, segnalano il nostro paese appena al 19° posto con un numero complessivo di 7.697.249 nuclei familiari dotati di banda larga.

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