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I produttori di strumenti di progettazione e di gestione del ciclo di vita dei prodotti in prima fila nella tendenza al design sostenibile. Se ne parla il 18 dicembre a Milano.
Tutte le ricerche lo dicono: la sostenibilità ambientale di un prodotto industriale si decide per l'80 per cento all'inizio della sua vita, quando viene progettato. Qualunque sia la definizione di sostenibilità che si voglia adottare, delle tre più diffuse: compatibilità ambientale dei materiali e dei processi di produzione; utilizzo di materiale riciclato e riciclabile; basso impatto ambientale degli utilizzi previsti, per esempio bassi consumi energetici.
Dal momento che oggi, nella stragrande maggioranza dei casi, la progettazione avviene utilizzando strumenti informatici, dal semplice CAD ai sistemi PLM (Product Lifecycle Management) più complessi, è abbastanza prevedibile che i produttori di questi strumenti si indirizzino ad inserire funzionalità utili per progettare per la sostenibilità.
In effetti è così, e le varie soluzioni si possono raggruppare in due grandi aree, che sono l'evoluzione di funzionalità generiche che gli strumenti di progettazione hanno da anni e che sono nate per obiettivi diversi dalla sostenibilità. La prima categoria, che potremmo definire il grado zero del progettare sostenibile, è quella della “compliance”, ossia garantire che in fase di progettazione un prodotto sia conforme alla crescente serie di specifiche governative ed extra-governative (le varie certificazioni consortili, eco-labels volontarie, etc.).
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Molto più sostanziale è la seconda categoria di funzionalità per il progettare sostenibile, che rappresenta un caso specifico di applicazione della più generale Goal Oriented Design, ossia progettazione orientata agli obiettivi. Da che esiste la progettazione, in realtà, essa ha sempre avuto dei “driver”, dei fattori indirizzanti, interpretati di volta in volta dal progettista secondo le condizioni specifiche in cui si trovava a lavorare.
Nel corso del '900 questi fattori hanno via via trovato formalizzazione in metodologie. Per ricordarne solo una, la metodologia Design To Cost introdotta nel nostro Paese a partire dagli anni '60. In questo senso, la sostenibilità viene vista come un altro driver del progetto.
(Segue...)