Vodafone & Wind, la corsa della politica al capezzale dei call center

Inserito da: Redazione, Gio, 04/10/2007 - 05:21

L’interesse suscitato dal caso Vodafone/Comdata e la grande assemblea della CGIL al call center Wind di Roma potrebbero essere il segnale della fine di un’omertà sulla condizione dei lavoratori nel comparto delle TLC.

Uno dei paradossi tipicamente italici è rappresentato, infatti, proprio dai ritmi e dalla condizioni lavorative cui uno dei settari in maggior espansione  del paese costringe i propri addetti.

Non è la prima volta che noi di Portel segnaliamo gli appelli provenienti, in particola modo, dai “ragazzi” dei call center, un fenomeno che oramai comprende non più giovanissimi ma persone nel pieno della propria attività umana e lavorativa.

Non è un caso, dunque, se da un lato si rinnovano le prese di posizione intorno al caso Vodafone/Comdata (leggi i dettagli della vicenda nella seguente news: www.portel.it/news/nuove-tariffe/10-2007/vodafone-lavoratori-venduti-e-puniti.html), come la nota diffusa appena ieri dalla Segreteria del Partito della Rifondazione Comunista, e dall’altro si iniziano a cogliere quelli dei call center come i rappresentanti di un nuovo soggetto politico capace di interloquire in maniera forte ed indipendente con Governo e Sindacati.

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Intanto ci sono e le manifestazioni indette dai dipendenti della Vodafone per lottare contro la minaccia dell’esternalizzazione, tra cui lo sciopero previsto per domani venerdì 5 ottobre per il quale PRC ha appunto rinnovato “la propria solidarietà ai lavoratori ed alle lavoratrici” della compagnia.

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