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Lo strano caso delle tariffe di H3g crea una spaccatura tra Agcom e Commissione europea (leggi i dettagli: www.portel.it/news/gestori-mobile/07-2007/l-europa-non-capisce-le-tariffe-di-3.html) , ma l’input comunitario è chiaro: bisogna fare di tutto ber abbattere quei costi di terminazione, adeguarli all’Europa e renderli uguali per tutti gli operatori.
Poche, sintetiche e perentorie le linee guida dettate dall’Esecutivo europeo, che nella persona dell’infaticabile ed onnipresente Viviane Reding ha dichiarato “La Commissione insiste nel perseguire un approccio armonizzato per le tariffe di terminazione in tutta l'Ue, assistendo, se necessario, il gruppo dei regolatori europei al fine di garantire una concorrenza efficace ed un mercato dinamico della telefonia mobile”.
Un messaggio indiretto, dunque, ma inequivocabile all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che tuttavia non pare voler accettare passivamente il verdetto dell’istituzione comunitaria. La replica, infatti, non tarda ad arrivare sotto forma di un vago comunicato che riafferma come l’Authority abbia “scrupolosamente osservato le procedure previste dalle regole comunitarie”.
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Gli uomini del Garante, in effetti, insistono sulla correttezza del loro operatore sia dal punto di vista sostanziale che procedurale e ribattono che, in ogni caso, una revisione tariffaria era già prevista per prossimo prima gennaio.