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La previsione della Gartner, società americana specializzata nel settore, per l’anno 2010
L’ultima ricerca di Gartner Inc. (http://www.gartner.com/) ha evidenziato il successo degli Short Message (SMS), 936 miliardi dei quali sono stati inviati solo nel 2005, un volume destinato a raggiungere i 2,3 mila miliardi nel 2010 per un introito complessivo di 55 miliardi di euro.
La distribuzione geografica degli utenti più affezionati ai messaggini, secondo la società americana, premia l’Asia, dove si prevedono 1,8 mila miliardi di invii nel 2010, mentre la palma per il tasso di crescita più elevato, per il periodo 2006-2010, è da attribuire al Nord America. La penetrazione del fenomeno Sms in Europa occidentale, invece, sembra procedere a rilento, infatti, la previsione di Gartner è di “appena” 213 miliardi di invii per il 2010.
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La crescita dell’uso degli Sms e la relativa diminuzione dei servizi voce stanno spingendo gli operatori di telefonia mobile a rivisitare la propria offerta, alla ricerca di un format che sia in grado di ripetere il successo dei messaggi di testo. Dai risultati dell’analisi si desume che i probabile competitori del Short Message Service saranno la messaggeria istantanea, seguita dai video messaggi e dalla email in mobilità.
A tal proposito, Nick Ingelbrecht, ricercatore Gartner, ha posto l’accento sulla fruibilità di tali servizi avanzati da parte degli utenti, in particolare sui costi e sui piani tariffari che dovrebbero consolidarne la diffusione, sostenendo che il punto di forza delle nuove offerte dovrà essere la semplicità ed una delle caratteristiche la formula “all-inclusive”. In pratica, l’auspicio è che si sviluppino pacchetti di servizi a costi contenuti e forfetari, che non imbriglino l’utente in una selva di tariffe specifiche per ogni tipo di messaggio.
Secondo le conclusioni tratte dalla società americana, la lezione del parziale insuccesso degli MMS, la cui crescita prevista è “solo” del 571% entro il 2010 (dagli attuali 8,3 miliardi di invii del 2005 ai presunti 47,5 miliardi del 2010), dovrebbe, quindi, consigliare agli operatori di puntare con decisione su uno dei nuovi servizi, sacrificando magari quelli che, pur garantendo introiti consistenti, non sembrano essere destinati a ripete il boom degli Sms.
/R68