Il mio cane ha un virus per PC!

Inserito da: Redazione, Lun, 20/03/2006 - 23:00
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Ricercatori della Vrije Universiteit di Amsterdam hanno recentemente scoperto che anche i microchip RFID (Radio Frequency Identification) possono essere attaccati dai virus.

Si tratta di microchip che hanno una limitata quantità di memoria, che non hanno bisogno di batterie per funzionare e che possono essere letti tramite dei dispositivi chiamati, appunto "lettori RFID". Una volta che il tag RFID è attivato, decodifica la richiesta di informazione in arrivo e produce una risposta appropriata usando l'energia dell'onda radio in arrivo per dare al chip l'alimentazione necessaria a rispondere.

Chip di questo tipo vengono usati da qualche tempo, in sostituzione del tatuaggio, per identificare animali domestici (cani e gatti) associandoli a un determinato indirizzo. Ecco che dunque, per assurdo, il nostro cane potrebbe prendersi un virus dal computer!

A parte gli scherzi, le applicazioni di chip di questo tipo sono numerose, alcuni aeroporti stanno per esempio pianificando di identificare i bagagli con etichette dotate di chip RFID. Questi microprocessori possono poi trovare lavoro anche presso i supermercati per registrare informazioni relative ai prodotti.

Il problema è, appunto, che ricercatori dell'università di Amsterdam hanno ora trovato il modo di mettere un virus per computer in un tag RFID. Cosa che fino ad ora era considerata impossibile, proprio per la limitata capacità di memoria di questi chip.

Le conseguenze sono facilmente intuibili. Nel caso dell'aeroporto, per esempio, se l'etichetta di un bagaglio è infettata, al momento della scansione il virus passa al database centrale dell'aeroporto. All'arrivo del volo, la scansione viene effettuata una seconda volta infettando anche l'aeroporto di destinazione. Il conto è presto fatto: in 24 ore il virus potrebbe espandersi a macchia d'olio in centinaia di aeroporti.

Fortunatamente i rischi di infezione possono essere combattuti con misure di sicurezza standard. I ricercatori dell' università di Amsterdam sottolineano che gli sviluppatori dovrebbero controllare i propri sistemi RFID e implementare le misure di sicurezza necessarie.

Maggiori informazioni sul sito dedicato dell' Università di Amsterdam

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