Google Doubleclick: intervista a Mauro Lupi

Inserito da: Redazione, Mer, 02/05/2007 - 14:37
Mauro Lupi

Abbiamo dato spazio a Mauro Lupi, noto professionista e persona autorevole in tutto quello che riguarda il marketing su internet,  e abbiamo voluto chiedere un breve commento sull'acquisizione di Doubleclick da parte di Google. Ringraziamo Mauro a nome dei nostri lettori.


D: Chi è Mauro Lupi, presentati brevemente ai lettori di Portel.it

R: Sono un imprenditore nel mondo web da dieci anni attraverso Ad Maiora, una società che si occupa di comunicazione online, search marketing, analisi di mercato, social marketing e business blog. Sono coinvolto da alcuni anni in associazioni del settore (IAB, SEMPO) e mi diletto a insegnare in un paio di business school, oltre che a tenere un blog: http://admaiora.blogs.com/maurolupi.

Prima di Ad Maiora mi sono occupato di marketing tradizionale, informatica e telecomunicazioni che… tutti settori che se sommati tra loro, fanno internet!

D: Mauro, ci vuoi dire tutto ciò che pensi dell’affaire Google Doubleclick?
(quali sono i pro e i contro? Provocazione: Google tra poco compra Internet?)

R: L’acquisizione crea parecchi interrogativi perché mette nelle mani di Google una serie di informazioni strategiche che, in tutte le altre aree della comunicazione, sono tradizionalmente gestire da figure professionali diverse. Non a caso, l’accordo ha fatto saltare sulla sedie non solo i più diretti competitor di Google (Microsoft su tutti) che hanno già invocato l’intervento degli organi di controllo, ma anche le grandi agenzie di comunicazioni a partire dallo stesso boss di WPP Martin Sorrell che ha recentemente preso una posizione piuttosto critica.


D: La massa di informazioni in mano a Google non ti crea qualche dubbio sulla tutela della nostra privacy? Questa acquisizione può aumentare il potere di controllo di Google?
(leggi: http://www.portel.it/articoli/editoriale/02-2007/e-google-lechelon-dei-tempi-moderni.html

R:Non credo alle logiche del “grande fratello” di Orwelliana memoria, nel senso che Google come chiunque altro, compete sul mercato badando ai propri profitti. Il limite entro il quale accumula potere informativo dovrebbero assegnarlo direttamente le persone piuttosto che imposizioni legali. Anche se evidentemente fino ad oggi le informazioni in mano a Google non sembra siano state utilizzate per fini eccessivamente invasivi o lesivi della privacy, nessuno può escludere che questo prima o poi possa avvenire.

Ritengo quindi che l’unico atteggiamento sano per l’intero mercato, sia quello di suggerire ed informare gli utenti della Rete sui rischi di assegnare questa mole di informazioni personali o legate al proprio business ad un unico soggetto. È questione di consapevolezza: io non lascio che da qualche parte ci siano tutte le mie email, le mie ricerche online, le informazioni sui file del mio pc, ecc. Poi se uno decide di fidarsi ciecamente perché lo slogan “don’t be evil” è “cool”, beh, allora… onore al marketing di Google!

D. La crescita dell’advertising ha rovesciato gli equilibri: le internet company aggrediscono i portafogli tradizionalmente in mano ai media classici, è una strada senza uscita?

  • Dove sono i tuoi amici?

    Guarda dove sono i tuoi amici, e scopri luoghi e persone intorno a te!

    Entra in Mobnotes.com!


R: In realtà pur in presenza di uno spostamento di budget dai mezzi off-line verso internet, la parte del leone come raccolta pubblicitaria la fanno pochi soggetti, mediati però sempre di più dalle agenzia di comunicazioni tradizionali che stanno recuperando terreno rispetto alle web agency “internet-only”. L’interrogativo è se i publisher tradizionali di stampa e TV riusciranno a riprendersi un po’ dello share che su internet hanno lasciato a Google, Microsoft e Yahoo!


D: Come e cosa comprerà un big spender pubblicitario da qui a 5 anni?

R:Credo che rimarrà in piedi il concetto di tabellare, anche se si evolveranno i formati per dimensioni e interattività. Sicuramente occorrerà molta più creatività anche nella stessa pianificazione, per la necessità di rincorrere utenti che distribuiranno la loro attenzione su molti più canali rispetto ad oggi.

Le opportunità del direct saranno riservate al search che, nel frattempo, consentirà una profilazione dettagliatissima e non più solo per keyword.

Quello che invece lo spender non potrà più “comprare” è la notorietà, la credibilità, la fiducia. Per quella occorrerà una comunicazione che dialogherà con i destinatari. Ma questo è un altro discorso.


Grazie per essere stato con noi. Mauro Lupi è un attivo blogger a questo indirizzo:
http://admaiora.blogs.com/maurolupi/

Christian Grassi @Portel.it

Pubblicato in , ,