La verita' sul videotelefono Telecom Italia
Inserito da: Redazione, Mar, 13/09/2005 - 23:00
Nel mio Punto Settimanale di giugno 2004 (http://www.portel.it/rubriche/punto.asp?id=322) avevo previsto il rischio-flop per il videotelefono. I numeri mi stanno dando ragione, ma non è certo per questo che torno sull’argomento.
Oggi Portel pubblica una notizia apparentemente come tante altre: il Garante per la concorrenza ed il mercato ha dichiarato ingannevoli gli spot di Telecom Italia. In estrema sintesi, la pubblicità (in Tv, sui giornali, per strada) mostra un’immagine sorprendentemente nitida durante le videotelefonate da rete fissa, cosa che chiunque abbia provato un videotelefono Telecom Italia può smentire. Il Garante ha stabilito che Telecom Italia nella pubblicità non informa adeguatamente i consumatori sui limiti tecnico-qualitativi del servizio.
Pubblicità ingannevole, dicevo, come ne vediamo a decine (nello stesso bollettino Agcm, viene dichiarata ingannevole anche la pubblicità dei 600 euro “regalati” da Vodafone, di cui ho scritto nel Punto del 12 luglio 2005). Ma la decisione del Garante merita un approfondimento. L’Autorità ha infatti provato il videotelefono Telecom Italia dal vivo, certificando la qualità delle telefonate. E facendo emergere interessanti novità.
Prima di proseguire, è fondamentale fare un passo indietro: Telecom Italia si è affidata per la produzione del videotelefono alla bolognese Hi-Tel. A novembre 2004, Portel in anteprima assoluta dà la notizia (http://www.portel.it/news/news2.asp?news_id=11144) che Telecom Italia ha deciso di cambiare fornitore.
L’ex monopolista dà la colpa dei problemi ad Hi-Tel e decide di affidare la commessa a Finmek, presieduta da Roberto Tronchetti Provera, fratello di Marco, presidente di Telecom Italia Marco. Hi-Tel nega che il videotelefono della concorrenza sia migliore, ma Telecom Italia non sente ragioni e “licenzia” il fornitore. A distanza di mesi, il Garante smentisce Telecom Italia con una prova su strada dei videotelefoni.
Oggi Portel pubblica una notizia apparentemente come tante altre: il Garante per la concorrenza ed il mercato ha dichiarato ingannevoli gli spot di Telecom Italia. In estrema sintesi, la pubblicità (in Tv, sui giornali, per strada) mostra un’immagine sorprendentemente nitida durante le videotelefonate da rete fissa, cosa che chiunque abbia provato un videotelefono Telecom Italia può smentire. Il Garante ha stabilito che Telecom Italia nella pubblicità non informa adeguatamente i consumatori sui limiti tecnico-qualitativi del servizio.
Pubblicità ingannevole, dicevo, come ne vediamo a decine (nello stesso bollettino Agcm, viene dichiarata ingannevole anche la pubblicità dei 600 euro “regalati” da Vodafone, di cui ho scritto nel Punto del 12 luglio 2005). Ma la decisione del Garante merita un approfondimento. L’Autorità ha infatti provato il videotelefono Telecom Italia dal vivo, certificando la qualità delle telefonate. E facendo emergere interessanti novità.
Prima di proseguire, è fondamentale fare un passo indietro: Telecom Italia si è affidata per la produzione del videotelefono alla bolognese Hi-Tel. A novembre 2004, Portel in anteprima assoluta dà la notizia (http://www.portel.it/news/news2.asp?news_id=11144) che Telecom Italia ha deciso di cambiare fornitore.
L’ex monopolista dà la colpa dei problemi ad Hi-Tel e decide di affidare la commessa a Finmek, presieduta da Roberto Tronchetti Provera, fratello di Marco, presidente di Telecom Italia Marco. Hi-Tel nega che il videotelefono della concorrenza sia migliore, ma Telecom Italia non sente ragioni e “licenzia” il fornitore. A distanza di mesi, il Garante smentisce Telecom Italia con una prova su strada dei videotelefoni.
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Pubblicato in Il Punto Settimanale