3 ricorre al TAR contro il ministero
Inserito da: Redazione, Mar, 05/07/2005 - 23:00
Gli avvocati di 3 tornano sulle prime pagine dei giornali, ma non si tratta della disputa con Vodafone relativa allo sblocco dei cellulari. Si parla invece di frequenze, con un ricorso al TAR del Lazio che coinvolge il ministero delle Comunicazioni.
Tutto ha inizio nell’ottobre 2002, con la pubblicazione da parte dell’Autorità per le comunicazioni della delibera 286/02/CONS sull’assegnazione di ulteriori frequenze GSM. Le frequenze, per chi vende traffico voce e dati wireless, sono come la benzina per l’auto: senza, non vai avanti. Più ne hai, più strada puoi fare.
All’epoca, il garante rilevò che “i gestori con maggiore penetrazione di mercato riescono (nel 2002, ndr) a supportare il traffico dichiarato con le frequenze assegnate, incluse quelle temporanee, ma hanno limitati margini di espansione, e quindi potenziali difficoltà nel gestire gli incrementi di traffico previsti”. L’Autorità indicò dunque come necessaria l’assegnazione “di ulteriori frequenze GSM”, dando ai gestori GSM (TIM, Vodafone, Wind e Blu) 15 MHz nelle bande 900/1800 MHz e la possibilità di chiedere ulteriore banda ove disponibile. I gestori GSM avrebbero inoltre potuto secondo l’articolo 7, chiedere la sostituzione della banda a 1800 MHz con banda a 900 in 16 città e “proporre piani di riordino” delle frequenze. Scambiarle tra loro, insomma, non alterarando però lo status quo.
Nel corso degli anni, sono state liberate ulteriori frequenze (specie a 900 MHz, storicamente più pregiata): da quelle del ministero della Difesa a quelle del servizio cordless CT1 (un flop commerciale, ucciso dalla telefonia mobile) fino ad arrivare alla rete TACS. Il 31 dicembre 2005 si libereranno definitivamente le (ultime) frequenze occupate dalla telefonia mobile analogica, in fase di dismissione da parte di TIM.
I gestori GSM guardano con interesse alle frequenze liberate, e non da oggi. Wind ha chiesto nel corso degli anni di sostituire, nelle 16 città elencate nella delibera, la propria banda GSM 1800 MHz con frequenze liberate a 900 MHz. Al gestore arancione, si aggiungono TIM e Vodafone, interessate ad acquisire ulteriori frequenze GSM. Tre società che bussano alla porta del garante tlc e del ministero per avere più “benzina”. Blu è sparita, ma nel frattempo è arrivata sul mercato 3 con l’UMTS.
Tutto ha inizio nell’ottobre 2002, con la pubblicazione da parte dell’Autorità per le comunicazioni della delibera 286/02/CONS sull’assegnazione di ulteriori frequenze GSM. Le frequenze, per chi vende traffico voce e dati wireless, sono come la benzina per l’auto: senza, non vai avanti. Più ne hai, più strada puoi fare.
All’epoca, il garante rilevò che “i gestori con maggiore penetrazione di mercato riescono (nel 2002, ndr) a supportare il traffico dichiarato con le frequenze assegnate, incluse quelle temporanee, ma hanno limitati margini di espansione, e quindi potenziali difficoltà nel gestire gli incrementi di traffico previsti”. L’Autorità indicò dunque come necessaria l’assegnazione “di ulteriori frequenze GSM”, dando ai gestori GSM (TIM, Vodafone, Wind e Blu) 15 MHz nelle bande 900/1800 MHz e la possibilità di chiedere ulteriore banda ove disponibile. I gestori GSM avrebbero inoltre potuto secondo l’articolo 7, chiedere la sostituzione della banda a 1800 MHz con banda a 900 in 16 città e “proporre piani di riordino” delle frequenze. Scambiarle tra loro, insomma, non alterarando però lo status quo.
Nel corso degli anni, sono state liberate ulteriori frequenze (specie a 900 MHz, storicamente più pregiata): da quelle del ministero della Difesa a quelle del servizio cordless CT1 (un flop commerciale, ucciso dalla telefonia mobile) fino ad arrivare alla rete TACS. Il 31 dicembre 2005 si libereranno definitivamente le (ultime) frequenze occupate dalla telefonia mobile analogica, in fase di dismissione da parte di TIM.
I gestori GSM guardano con interesse alle frequenze liberate, e non da oggi. Wind ha chiesto nel corso degli anni di sostituire, nelle 16 città elencate nella delibera, la propria banda GSM 1800 MHz con frequenze liberate a 900 MHz. Al gestore arancione, si aggiungono TIM e Vodafone, interessate ad acquisire ulteriori frequenze GSM. Tre società che bussano alla porta del garante tlc e del ministero per avere più “benzina”. Blu è sparita, ma nel frattempo è arrivata sul mercato 3 con l’UMTS.
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Pubblicato in Il Punto Settimanale