Grazie comunque, Sendo!

Inserito da: Redazione, Mer, 29/06/2005 - 23:00
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La notizia è arrivata fulminea e per certi versi, inaspettata: il piccolo produttore britannico Sendo è stato messo in amministrazione controllata. Il primo passo verso la bancarotta, perché a nessuno può venire in mente che i due amministratori Simon Appell e Alastair Beveridge scelti dalla High Court possano risanare la società dopo aver venduto i pezzi pregiati.

Il pezzo da 90 di Sendo, quel reparto ricerca&sviluppo che ha sfornato decine di brevetti e diversi ottimi cellulari, è infatti già stato ceduto a Motorola per una cifra sconosciuta. I 170 ingegneri di Birmingham, i 30 di Singapore, gli apparati per la progettazione ed il test, i 50 brevetti, le 40 richieste di brevetto pendenti: tutto a Motorola, che sicuramente saprà farne buon uso. Le trattative andavano avanti da febbraio, ma pochi sospettavano che i conti di Sendo fossero così in rosso.

La scommessa del fondatore Hugh Brogan, CEO della società, è in parte vinta: fornire agli operatori cellulari personalizzabili in tempi brevi. L’operatore chiede, Sendo produce. Senza sbavature, senza costare cifre folli, con prodotti di qualità. Arrivare a vendere in cinque anni decine di milioni di cellulari, partendo dal nulla, è segnale di grande competenza. Lo dimostrano anche i quasi 100 brevetti – tra quelli già riconosciuti e le domande presentate – che Sendo ha “prodotto” nei due centri di ricerca.

Ovviamente, la sconfitta di Sendo è altrettanto evidente: se spendi più di quanto incassi, non puoi andare avanti. Non sono bastati i 5 milioni di cellulari venduti lo scorso anno, con un fatturato di 340 milioni di euro. Non è bastata la vittoria contro Microsoft e il passaggio alla piattaforma Symbian.

Ed è dallo scontro con Microsoft che probabilmente parte il declino. L’idea iniziale delle due società era di produrre un telefono Sendo con sistema operativo Windows, lo Z100 visto anche a Smau 2002 in versione prototipo. Il primo telefonino in assoluto targato Microsoft.

Poi, il litigio: Sendo accusa Microsoft di voler rubare know-how e brevetti, Microsoft accusa Sendo di non aver rispettato i patti e come due ex coniugi col dente avvelenato, i due partner vanno in tribunale. A settembre 2002, un accordo extra-giudiziale mette fine alla querelle: Microsoft rinuncia al 4% che detiene in Sendo, senza ricevere alcun compenso economico.

Perché il declino parta proprio dallo scontro con Microsoft è presto detto. Brogan fondando Sendo nel 1999 aveva in mente un solo prodotto: lo smartphone, un cellulare intelligente, capace di creare un mercato di nicchia con pochi pezzi (ma pregiati) venduti. Uno smartphone Microsoft, all’epoca impensabile per molti, non per Brogan.

Il divorzio da Bill Gates lo costringe a dover ridisegnare la strategia della società: dal mercato di nicchia degli smartphone a quello di massa. Da un mercato altamente profittevole ad un mercato dove sono i volumi di cellulari venduti a decretare la sopravvivenza di una società. I margini sono ridotti, la competizione è elevata, la piattaforma Symbian vede Nokia dominare con altri colossi ad inseguire.

Difficile per la piccola Sendo ad inserirsi in un mercato di massa: allora Brogan taglia i prezzi, chiede agli azionisti uno sforzo economico in attesa di raggiungere volumi adeguati. Servono soldi, tanti soldi, anche se le vendite vanno discretamente bene (Sendo X ha un discreto successo, il successore X2 suscita interesse, sugli scaffali arrivano i Sendo Vodafone Live!).

Poi, una seconda “mazzata”: Ericsson denuncia Sendo per violazione di brevetti GSM e GPRS. Il sogno degenera, fino al brusco risveglio: il tribunale decreta che l’avventura è (quasi) finita, Motorola compra i “cervelli” e nelle mani degli amministratori rimangono le fatture dei creditori. E’ stato bello comunque, grazie Sendo!

Massimo Cavazzini
massimo.cavazzini@portel.it
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