Inserito da: Redazione, Sab, 30/11/2002 - 23:00
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A chi si domanda quali sono le nuove tendenze nel campo delle telecomunicazioni, quali saranno i nuovi servizi vincenti nel Mobile Internet, se l'Umts sarà un flop oppure no, la risposta più significativa è stata fornita, nel mese di novembre, da Nokia.
Tre recenti annunci del produttore finlandese, possono infatti aiutarci nell'arduo compito di prevedere il sempre mutevole e incerto futuro che contraddistingue il mondo dei telefoni cellulari. I nuovi cellulari Nokia presentati a Monaco, l'accordo tra Nokia e Sega per il lancio della console N-Gage, l'annuncio che Sendo è entrato a far parte della comunità dei produttori che utilizzano la piattaforma Nokia Serie 60:
tre dichiarazioni, decine di significati da ricercare tra le righe.
Sui
nuovi cellulari presentati al NMIC (Nokia Mobile Internet Conference)
di Monaco possiamo innanzitutto speculare quanto segue. Primo, che il produttore finlandese ha come sempre riservato allo Smau, in maniera più o meno velata, un ruolo di secondaria importanza. Se è ormai cosa nota che le "grosse" novità Nokia siano presentate quasi esclusivamente al CeBIT di Hannover in primavera, certo non ci aspettavamo di vedere a Milano solo una "minestra riscaldata", e che il colosso finlandese annunciasse a distanza di soli sette giorni ben sei nuovi terminali, tutti in un colpo solo. Si poteva per lo meno pensare di posizionare il nuovo Nokia 6650 Umts, presente nell'area stampa, in una sorta di vetrina sotto gli occhi dei numerosi nokiomani giunti da tutta Italia. Ma quest'anno più di un operatore ha avuto qualcosa da ridire nei confronti dell'organizzazione dello Smau, e quanto detto potrebbe essere un modo di manifestare il disappunto anche da parte di Nokia a riguardo. Speculazione, come detto. E che poco ha a che fare con il futuro delle Tlc. Ma visto che lo Smau è "cosa nostra" era opportuno spendere due parole sull'argomento.
Il secondo e più importante segnale che viene dato dai sei nuovi cellulari Nokia presentati a Monaco è che di tutti questi -7250, 8910i, 6100, 6800, 2100 e 5100-
nessuno è dotato di browser Wap2.0, mentre tutti permettono la messaggistica multimediale MMS e sono dotati di display a colori. A queste caratteristiche si aggiungono la radio FM (5100, 7250 e 6800), una torcia elettrica (5100), la camera compatibile come add-on da collegare tramite l'interfaccia Pop-Port (6100 e 6800), oppure integrata direttamente nel telefono (considerando anche altri cellulari presentati recentemente, come il 7650 - già sul mercato - e il 3650, disponibile a inizio 2003).
Ad oggi, e presumibilmente fino a giugno (o forse addirittura settembre) del 2003, l'unico terminale della casa finlandese per il mercato europeo dotato di microbrowser Wap2.0 (XHTML Mobile Profile) è il Nokia 3650. Anche il 6650 Umts, pare, ne sarà privo!
L'
annuncio di N-Gage è passato parzialmente in sordina, sebbene non sia sfuggito agli operatori del settore: Nokia entra a tutti gli effetti nel mercato delle console per videogiochi, proponendosi come newcomer nella guerra in corso tra Sony (PlayStation), Nintendo (Game Cube) e Microsoft (X-Box). N-Gage, in uscita nei primi mesi del 2003, sarà una "mobile game console" basata sul sistema operativo Symbian e sul software Serie 60.
Questo annuncio, in concomitanza temporale e in successione logica con l'annuncio dei sei nuovi cellulari privi del Wap2.0 ci può aiutare a prevedere l'evoluzione del mercato mobile, sempre ammesso che Nokia "
abbia ragione" (e che le nostre speculazioni siano esatte): il colosso finlandese sta puntando a fornire all'utente finale un
prodotto completo per lo svago e per la comunicazione in mobilità. Un prodotto che permetta all'utente di telefonare, ascoltare la radio, fotografare, giocare, editare testi e utilizzare fogli di calcolo. Tutto insieme. Perché l'utente vuole ascoltare la radio e telefonare, ma non gradisce il doppio
ingombro rappresentato dal telefono e dalla radiolina portatile.
Lo stesso discorso vale ovviamente per la fotocamera digitale o per il palmare: l'utente del futuro vorrà avere sempre con sé una macchina fotografica, e vorrà essere sempre in grado di inviare la fotografia subito, a chiunque. Sarà un
"utente mobile" in tutti i sensi. Il Mobile Internet sarà assicurato invece dalla versione del browser Opera per sistema operativo Symbian, che rende del tutto
superfluo, in questa prospettiva, il microbrowser Wap2.0. Se tutto questo è vero, sarà l'ennesimo e definitivo fallimento del protocollo inventato da Phone.com (ora Open Mobile Alliance).
Se Nokia ha ragione scordiamoci quindi il Wap e prepariamoci all'avvento di nuovi terminali multimediali completi sotto ogni aspetto. Questa è probabilmente la strada che dovranno intraprendere tutti i
produttori, questa è l'evoluzione dell'
utente. Chi sia l'
uovo e chi la
gallina poco importa.
L'ultimo annuncio però, relativo a
Sendo che abbandona Microsoft per passare alla piattaforma Serie 60 di Nokia è a questo punto non solo il corollario della teoria portata avanti sino a qui, ma lo spunto per scrivere la trama di un inquietante film tra l'horror e la fantascienza. E' chiaro che la guerra del produttore finlandese a Microsoft è totale, e si estende inevitabilmente anche, e soprattutto, al mercato degli smartphones.
Ciò che non è chiaro è un altro aspetto: paladino degli standard aperti, Jorma Ollila, CEO di Nokia, si prepara a diventare il "big di Espoo", da contrapporsi al "big di Redmond" e al suo monopolio?
Se la risposta è sì, e se Nokia vincerà questa guerra, attendiamoci con tutta calma lo "standard totale", che ci fornirà agi e comodità quali mandare una fotografia dal luogo di vacanza al televisore dei nostri genitori, sfidare i nostri amici connessi da casa mentre prendiamo il sole in spiaggia, accendere il condizionatore con un SMS... e chi più ne ha più ne metta.
In nome dello standard aperto, e con il contributo di Nokia, ci ritroveremo però un monopolio ancora più invasivo (ovunque, anche in casa) e pericoloso. Con il benestare, questa volta, di IBM e Sun Microsystems.
Ma un monopolio, nel momento in cui diventa
"standard totale", non è più tale, bensì un dato di fatto, la constatazione di qualcosa che c'è, e che "è normale che sia", come l'aria che respiriamo:
tutti contenti! Fine dello spettacolo