Ecco perchè il TAR sblocca gli 899

Inserito da: Redazione, Mar, 17/06/2008 - 00:45

Un'intervista con Fulvio Sarzana di S.Ippolito dell'omonimo Studio Legale Sarzana e Associati, nella quale si svelano i retroscena dell'ultima decisione del TAR del Lazio sui servizi telefonici a valore aggiunto.
 
D. — Innanzitutto un po' di chiarezza: cosa sono i servizi telefonici a valore aggiunto?

R. — I cosiddetti "numeri telefonici a valore aggiunto" sono numeri telefonici speciali destinati alla vendita di servizi professionali, chiamando i quali viene addebitata all'utente chiamante una tariffa telefonica superiore a quella usuale, parte della quale viene restituita all'Azienda erogatrice del servizio.

Gli usi delle numerazioni a valore aggiunto sono innumerevoli: dalla cartomanzia ai servizi di previsione dei numeri del lotto, ai servizi di prenotazione di molte compagnie aeree o tour operator, a servizi di pubblica utilità (ad esempio telefoni di aiuto a tossicodipendenze). Nei casi limite, le numerazioni a valore aggiunto vengono utilizzate per "ingannare" il consumatore con i cosidetti dialers o con servizi "adult".

D. — Come funziona il mercato dei servizi a valore aggiunto?

R. — I soggetti professionali coinvolti nella vendita di tali servizi sono necessariamente tre:

  1. Il titolare della numerazione, ovvero l'operatore di telecomunicazioni che richiede al Ministero delle comunicazioni la concessione in uso delle numerazioni a valore aggiunto (i numeri 892 etc).
  2. I fornitori di servizi a pagamento chiamati comunemente centri servizi (ad esempio i webmaster dei siti erotici, le compagnie Aeree, i centri di telemedicina) che richiedono all'operatore titolare della numerazione di potere utilizzare tali numeri nei contesti più svariati.
  3. L'operatore telefonico (Telecom Italia) che permette tramite le proprie reti, la chiamata all'utente finale e che poi invia la bolletta al proprio cliente con la fatturazione dei servizi a valore aggiunto.

Il meccanismo di business avviene generalmente in questo modo: l'operatore di telefonia fissa, ovvero Telecom Italia, riscuote quanto speso dall'utente finale direttamente tramite bolletta telefonica e riversa all'operatore titolare della numerazione il corrispettivo incassato sulla chiamata per intero; contemporaneamente fattura una quota relativa ai suoi servizi, che l'operatore paga secondo termini contrattuali.

L'operatore titolare delle numerazioni poi riconoscerà a chi predispone il servizio (c.d. centro servizi o content provider ) un corrispettivo in base al traffico effettuato dagli utenti che hanno usufruito dei servizi.

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Infatti l'operatore titolare delle numerazioni è legato ad ogni Content Provider da un rapporto contrattuale che garantisce a quest'ultimo un corrispettivo in base ai minuti di traffico e/o al numero di chiamate a seguito dei quali l'utente finale ha usufruito dei servizi predisposti dal Content Provider.