Le regole del Voip: i numeri geografici e nomadici, le problematiche di sicurezza
Inserito da: Redazione, Mer, 21/06/2006 - 23:00
Il nucleo fondamentale della delibera è costituito dalla distinzione tra servizi Voip geografici e servizi Ip based nomadici.
Un numero Voip geografico corrisponderebbe in sostanza al telefono di casa tradizionale con servizi cioè strettamente associati a un domicilio fisso. Cioè, servizi che si posso usare soltanto da una stessa casa o ufficio. Il servizio nomadico, invece, può essere fornito tramite una nuova decade di numeri dedicata (la c.d. “decade 5”) ed è finalizzato alla fornitura del servizio di telefonia Ip in modalità “nomadica”.
La chiarezza con la quale la delibera delinea i due tipi di servizi viene tuttavia messa in discussione da alcune considerazioni scaturenti dal dettato normativo.
In particolare la distinzione fra servizi nomadici e geografici da l’impressione di essere una distinzione “artificiosa”. Questo perché la tecnologia utilizzata dai fornitori di servizi Voip e la stessa rete Internet non distingue l’ambito di applicazione dal punto di vista spaziale determinando problemi di definizione normativa ogniqualvolta si tenti di delineare con precisione i diversi ambiti.
Ci si riferisce in particolare ad alcuni casi limite come nella previsione del comma 2 lettera d) dell’art. 4 della delibera 11/06/CIR, in relazione all’uso di numerazione geografica, ove stabilisce che l’ attribuzione dei diritti d’uso delle numerazioni per servizi telefonici accessibili al pubblico è soggetta, tra l’altro, all’utilizzo nomadico del servizio esclusivamente nell’ambito distrettuale.
Ad oggi, tuttavia, non è nota la metodologia tecnica tramite la quale applicare tale limitazione. Non si comprende infatti come si possa creare una limitazione di carattere spaziale prevista solo da un limite normativo e non giustificata da un limite tecnologico.
Il divieto normativo si spiega presumibilmente con la circostanza che l’utilizzo di una numerazione geografica al di fuori del relativo distretto potrebbe creare problemi nel caso in cui l’utente si trovasse a chiamare un numero di emergenza: la chiamata verrebbe infatti instradata alla centrale di emergenza di competenza del distretto originario e facente capo al numero assegnato.
Sta morendo? Non possiamo aiutarla
La problematica si è già posta negli Stati Uniti a seguito di un caso che ha posto il problema direttamente alla Federal Communications Commission: alla fine del 2005 una ragazzina aveva infatti provato a chiamare dal distretto di Houston il 911 ( l’equivalente del nostro servizio d’emergenza 113) chiedendo assistenza in quanto i genitori erano stati gravemente feriti durante un tentativo di rapina.
Il servizio telefonico veniva fornito tramite Ip da uno dei più grandi provider degli Stati Uniti che però non supportava i servizi di emergenza cosicché la malcapitata si è trovata a dover ascoltare un disco che la informava della impossibilità di aver accesso da quel distretto al numero di emergenza.
Memore evidentemente di ipotesi di tal fatta, la delibera impone comunque ai Voip provider (sia per il servizio geografico che per quello nomadico) la fornitura dei servizi di emergenza. Rimane il dubbio su come possa realizzarsi il dettato normativo nel caso dei numeri nomadici se non con il riconoscimento da parte dell’operatore di emergenza della numerazione 5, fermi restando i limiti intrinseci di tale numerazione in relazione all’instradamento della chiamata alla centrale di competenza nonché al rintraccio della chiamata nel caso in cui il chiamante non sia in grado di fornire la propria posizione all’operatore.
Il nucleo fondamentale della delibera è costituito dalla distinzione tra servizi Voip geografici e servizi Ip based nomadici.
Un numero Voip geografico corrisponderebbe in sostanza al telefono di casa tradizionale con servizi cioè strettamente associati a un domicilio fisso. Cioè, servizi che si posso usare soltanto da una stessa casa o ufficio. Il servizio nomadico, invece, può essere fornito tramite una nuova decade di numeri dedicata (la c.d. “decade 5”) ed è finalizzato alla fornitura del servizio di telefonia Ip in modalità “nomadica”.
La chiarezza con la quale la delibera delinea i due tipi di servizi viene tuttavia messa in discussione da alcune considerazioni scaturenti dal dettato normativo.
In particolare la distinzione fra servizi nomadici e geografici da l’impressione di essere una distinzione “artificiosa”. Questo perché la tecnologia utilizzata dai fornitori di servizi Voip e la stessa rete Internet non distingue l’ambito di applicazione dal punto di vista spaziale determinando problemi di definizione normativa ogniqualvolta si tenti di delineare con precisione i diversi ambiti.
Ci si riferisce in particolare ad alcuni casi limite come nella previsione del comma 2 lettera d) dell’art. 4 della delibera 11/06/CIR, in relazione all’uso di numerazione geografica, ove stabilisce che l’ attribuzione dei diritti d’uso delle numerazioni per servizi telefonici accessibili al pubblico è soggetta, tra l’altro, all’utilizzo nomadico del servizio esclusivamente nell’ambito distrettuale.
Ad oggi, tuttavia, non è nota la metodologia tecnica tramite la quale applicare tale limitazione. Non si comprende infatti come si possa creare una limitazione di carattere spaziale prevista solo da un limite normativo e non giustificata da un limite tecnologico.
Il divieto normativo si spiega presumibilmente con la circostanza che l’utilizzo di una numerazione geografica al di fuori del relativo distretto potrebbe creare problemi nel caso in cui l’utente si trovasse a chiamare un numero di emergenza: la chiamata verrebbe infatti instradata alla centrale di emergenza di competenza del distretto originario e facente capo al numero assegnato.
Sta morendo? Non possiamo aiutarla
La problematica si è già posta negli Stati Uniti a seguito di un caso che ha posto il problema direttamente alla Federal Communications Commission: alla fine del 2005 una ragazzina aveva infatti provato a chiamare dal distretto di Houston il 911 ( l’equivalente del nostro servizio d’emergenza 113) chiedendo assistenza in quanto i genitori erano stati gravemente feriti durante un tentativo di rapina.
Il servizio telefonico veniva fornito tramite Ip da uno dei più grandi provider degli Stati Uniti che però non supportava i servizi di emergenza cosicché la malcapitata si è trovata a dover ascoltare un disco che la informava della impossibilità di aver accesso da quel distretto al numero di emergenza.
Memore evidentemente di ipotesi di tal fatta, la delibera impone comunque ai Voip provider (sia per il servizio geografico che per quello nomadico) la fornitura dei servizi di emergenza. Rimane il dubbio su come possa realizzarsi il dettato normativo nel caso dei numeri nomadici se non con il riconoscimento da parte dell’operatore di emergenza della numerazione 5, fermi restando i limiti intrinseci di tale numerazione in relazione all’instradamento della chiamata alla centrale di competenza nonché al rintraccio della chiamata nel caso in cui il chiamante non sia in grado di fornire la propria posizione all’operatore.
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